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”Aggrovigliamenti”
Entanglement
Paola Anzichè
Tuesday, August 4 2009 at 9.30 pm
METEORITE IN GIARDINO (Meteorite in the Garden)
Maria Centonze Curator
Aggrovigliamenti (Entaglement)
is the fourth and last event featuring in Meteorite in Giardino, a visual arts exhibition curated by Maria Centonze and titled after a work by Mario Merz, dated 1976.
The “basin” outside the Fondazione - which is the space that was used as a container for the tanks of the former heating plant - will host a cycle of installations.
Each one will be on show until the following event, with the usual opening hours of the Fondazione, from 11 am to 7 pm.
A group of people holds up a large elastic interwoven net that covers the entire basin outside the Fondazione. During the performance, the audience is able to interact with the elastic grid by freely moving below it.
As people move underneath the net, its internal geometry keeps on changing, as the elastic grid adapts itself to the participants’ movements, actually giving shape to a new drawing, a sort of moving geographic grid.
This installation is a tribute to “Elastic net” (1968) by Brazilian artist Lygia Clark: a work made of action and a collective body, with the two fundamental elements being a group of people interacting with the net.
The installation is realized in collaboration with Artegiovane and Barbero Pietro Cancelleria
Fondazione Merz
via limone, 24
10141 torino
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fax. +39.011.19719805
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Paola Anziché “cita” Lygia Clark, artista della passata avanguardia brasiliana che tra arte e psicanalisi, ha indagato lo spazio interiore cercando possibili equilibri. L’uso di alcuni mezzi, gli “oggetti relazionali” così definiti dalla Clark, creano la base dell’interazione. Una rete elastica, ad esempio, che qui Paola Anziché ricostruisce in modo certosino e aggancia ai bordi delle
vasche della Fondazione. In questo spazio che ognuno può riconoscere come il proprio, alcuni ragazzi danno vita ad una performance in cui il movimento di ciascuno determinerà equilibri ogni volta diversi.
Creare una relazione attraverso un percorso che pone delle condizioni oggettive, la difficoltà di muoversi se non modificando l’ambiente che ci contiene, l’obbligo della interazione tra soggetti umani che operano a diverso titolo in uno spazio delimitato dalla relazione stessa.
L’artista titola la performance “Aggrovigliamenti”, una definizione o una possibile conseguenza del confronto tra diversi non sempre frutto di una richiesta o di un desiderio. Lo spazio intorno diventa stretto e faticoso e non certo per il numero crescente di persone, ma semmai perché viene occupato sempre più dalla non relazione tra esse. Il vuoto dell’incomunicabilità è incredibilmente ingombrante, ansiogeno e ciò che fa ripartire il meccanismo della comunicazione è l’esplicitazione del bisogno di essa, anche attraverso la rappresentazione. Definire lo spazio vitale proprio e riconoscere quello altrui è un esercizio che trova il massimo della naturalezza nella pratica quotidiana del gioco dei bambini, un istinto primario che, come
molti altri, si perde per poi doverlo riconquistare. Un giro virtuoso fatto di tentativi; di immobilismi o di gesti frenetici, di parole urlate, o di silenzi non giustificati dalla necessità della riflessione o dal semplice ascoltarsi. Si verifica ciò che il comportamento umano è in grado di determinare nel confronto con gli altri e con lo spazio intorno; tutto si muove e cambia, sotto, attraverso, sopra di noi, per ritornare al punto di partenza e ricominciare. La rete che Paola Anziché pone come tetto delle vasche, solo a un metro dal pavimento, cambia la morfologia dello spazio, cambia lo spirito di chi passandoci sotto crea piani diversi in superficie a seconda del movimento che imprime, cambia il punto di vista di chi assiste con la propria emozione alla rappresentazione di un gioco vecchio come il mondo seppure altrettanto difficile.
Maria Centonze