giovedì 4 febbraio 2010

http://www.fsrr.org/eng/mostre/mostre-in-corso/113

Greater Torino
Paola Anziché - Paolo Piscitelli
Curated by Giorgina Bertolino, Irene Calderoni
e Maria Teresa Roberto
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin (Italy)
2 february - 4 march 2010

Greater Torino is a new exhibition cycle dedicated to young generation artists who have chosen Torino for their education or workplace. The project takes the city as an enlarged territory, a place of birth or a spiritual homeland, but above all a platform, upon which to build a research effort fueled by opportunities for growth, mobility and external exchanges. Torino as an open city, therefore, a city capable of embracing the “two-way” logic that is essential in defining individual artistic careers.
Greater Torino opens with the double personal exhibition devoted to Paola Anziché and Paolo Piscitelli. Despite the differences in their background – the latter experienced Torino as a starting point, whereas for the former it has for some years been the center of several experiences and projects, they both put the principle of impermanence at the core of their work, exploring the relationship between body and sculpture, spaces and objects.
Characterized by a strong performative quality, their works do not possess a fixed identity. They change their status whenever they come in touch with the public (Anziché) or through metamorphoses and transposition processes (Piscitelli).
The theme of memory has recently become central for both the artists: Anziché critically re-reads the modernist experience, confronting the artistic and relational practice of Lygia Clark. Piscitelli records the transformations in the American landscape, trying to identify indicators of economic and social change.


SPAZIANDO-performative installation, 2010










Shopping-t, during the exibition opening













martedì 2 febbraio 2010

Spaziando 2010 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino




Spaziando 2010 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino











domenica 27 dicembre 2009

mostra personale 2 febbraio-4marzo-





GREATER TORINO

Paola Anziché - Paolo Piscitelli
2 febbraio - 4 marzo 2010

La mostra è a cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto, progetti speciali a cura di Giorgina Bertolino

Inaugurazione
Martedì 2 febbraio 2010, dalle 19 alle 21

Il 2 febbraio, in occasione dei 15 anni di attività, verrà presentata al pubblico la nuova identità visiva della Fondazione
Martedì 2 febbraio 2010, dalle 19 alle 21, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo inaugura Greater Torino, nuovo ciclo di espositivo dedicato agli artisti delle giovani generazioni che hanno in Torino il proprio spazio di formazione o di lavoro. La città è intesa come territorio allargato, luogo di nascita o di elezione, ma soprattutto piattaforma per la costruzione di un percorso di ricerca alimentato da opportunità di crescita, di mobilità e di relazioni con l'esterno. Una città aperta dunque, capace di accogliere quelle dinamiche di "andata e ritorno" essenziali nella definizione delle carriere artistiche.
In un contesto locale che da anni promuove l'arte delle ultime generazioni con programmi istituzionali e iniziative private, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo intende dare il suo contributo offrendo ai talenti emergenti la propria cornice museale, ove misurarsi con la curatela, lo spazio e i suoi pubblici.
In questo ciclo di mostre, che saranno organizzate con cadenza annuale, saranno di volta in volta invitati a presentare la loro ricerca due artisti. La scelta della doppia personale risponde a una strategia curatoriale che intende approfondire e valorizzare un percorso in atto attraverso una selezione di opere significative e un lavoro prodotto ad hoc, in un insieme capace di restituire gli interessi tematici, le modalità progettuali, le pratiche e gli strumenti dei due autori.
Sono stati scelti per aprire la serie di appuntamenti Paola Anziché, nata a Milano nel 1975 e da alcuni anni trasferitasi a Torino, e Paolo Piscitelli, nato a Venaria Reale nel 1971, che a Torino si è formato e che attualmente risiede negli Stati Uniti.
Le loro biografie dimostrano come Torino sia uno scenario culturale favorevole per chi intende sviluppare la pratica artistica nelle forme della ricerca, sia sul piano operativo sia su quello dell'approfondimento teorico.
La compresenza di Greater Torino e della mostra programmata nello stesso periodo in Fondazione (il primo appuntamento andrà a coincidere per un tratto con la collettiva Indagini di un cane. Collezioni d'arte di cinque fondazioni europee), incrementerà la visibilità del loro lavoro, offrendo opportunità di conoscenza con altri artisti e con i professionisti del sistema dell'arte italiana e internazionale che seguono con continuità e attenzione la programmazione delle istituzioni torinesi.

La mostra è a cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto.

Quindici anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Nuovo logo e nuovo sito web della Fondazione
Il 2 febbraio, in occasione dei 15 anni di attività e dell'inaugurazione di "Greater Torino", verrà presentata al pubblico la nuova identità visiva della Fondazione.



Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
via Modane 16
10141 Torino, Italia
www.fsrr.com

lunedì 9 novembre 2009

working progress-INDAGANDO





Is the first part of INDAGANDO.

Gaëlle Bosser who was a former student of Lygia Clark at the Sorbonne, St.Charles, during 1970-75 in Paris.

I asked Gaëlle to describe her memory experience during the classe exercises

sabato 19 settembre 2009

Paesaggi istantanei 13,14,15, ottobre Cavallerizza, Torino



BALLETTO DELL’ESPERIA

“OPENING”
Il Balletto dell’Esperia incontra l’arte contemporanea
- in scena le opere di Why off project / Paola Anziché / Ludovica Carbotta & Paolo Ramazzotti
prima assoluta

PAESAGGI ISTANTANEI, 2009
Installazione in movimento di Paola Anziché
Stria, 16'57 composizione sonora di John Chowning;
Balletto dell'esperia di Paolo Mohovich
a cura di Lisa Parola



Il terreno di ricerca dal quale nascono le sculture di Paola Anzichè è un orizzonte ampio che dall’arte visiva si apre anche alla danza sperimentale, alla moda all’architettura e al design. Un’inconsueta idea di movimento, passaggio e attraversamento è invece l’idea che l’artista propone in ogni azione e che si presenta ogni volta come un’esperienza di relazione, una pratica per attivare energie, una possibilità di cambiamento.
La situazione di moto ideata per Opening da Paola Anziché è una rivisitazione, studiata appositamente per la Compagnia dell’Esperia, di Aggrovigliamenti: omaggio a Lycia Clark (2008) presentata la scorsa estate alla Fondazione Merz.
In anni segnati dall’immaterialità e dalla virtualità, attraverso le sue ricerche l’artista propone una “malinconia del corpo” vicino alle proposizioni che l’artista brasiliana, negli anni settanta, realizzava con i suoi studenti.
Una malinconia che si articola in una costante ma complessa relazione tra il corpo e il contesto che lo contiene; è infatti sempre attraverso l’interazione tra performer o danzatori e installazioni realizzate a partire da oggetti ordinari, che Paola Anziché fa scaturire infinite possibilità di forme, equilibri, percorsi, skyline fragili e temporanei. Spostando la loro originaria funzione, dall’uso quotidiano e diffuso a un piano estetico, reti, borse e tappeti vengono ridisegnati dall’artista come strumenti visivi che richiedono sempre di essere agiti perché è soprattutto il corpo - il suo movimento, i suoi contorni- che dà struttura e forma a esperienze di breve durata che Paola Anzichè definisce come processi di scultura, architetture collettive, forme d’energia. In una rete, nata dallo studio di forme organiche e dei movimenti di alghe marine, viene indossata, attraversata, aperta alla possibilità di entrarvi, passarvi in mezzo evidenziando, nel corso di ogni singolo movimento e spostamento dei danzatori, il rifiuto per la forma definitiva, lo stato inamovibile che accompagna da sempre la definizione di scultura.

Lisa Parola

Still da Video alla Cavallerizza di Paesaggi Istantanei, con il Balletto dell'Esperia






giovedì 6 agosto 2009

Aggrovigliamenti opening 4 Agosto Fondazione Merz





Still da Video, vista dall'alto di Aggrovigliamenti.





sabato 1 agosto 2009

http://fondazionemerz.org/




http://fondazionemerz.org/

”Aggrovigliamenti”
Entanglement

Paola Anzichè
Tuesday, August 4 2009 at 9.30 pm

METEORITE IN GIARDINO (Meteorite in the Garden)
Maria Centonze Curator

Aggrovigliamenti (Entaglement)
is the fourth and last event featuring in Meteorite in Giardino, a visual arts exhibition curated by Maria Centonze and titled after a work by Mario Merz, dated 1976.

The “basin” outside the Fondazione - which is the space that was used as a container for the tanks of the former heating plant - will host a cycle of installations.
Each one will be on show until the following event, with the usual opening hours of the Fondazione, from 11 am to 7 pm.
A group of people holds up a large elastic interwoven net that covers the entire basin outside the Fondazione. During the performance, the audience is able to interact with the elastic grid by freely moving below it.
As people move underneath the net, its internal geometry keeps on changing, as the elastic grid adapts itself to the participants’ movements, actually giving shape to a new drawing, a sort of moving geographic grid.
This installation is a tribute to “Elastic net” (1968) by Brazilian artist Lygia Clark: a work made of action and a collective body, with the two fundamental elements being a group of people interacting with the net.

The installation is realized in collaboration with Artegiovane and Barbero Pietro Cancelleria

Fondazione Merz
via limone, 24
10141 torino
tel. +39.011.19719437
fax. +39.011.19719805
info@fondazionemerz.org





Paola Anziché “cita” Lygia Clark, artista della passata avanguardia brasiliana che tra arte e psicanalisi, ha indagato lo spazio interiore cercando possibili equilibri. L’uso di alcuni mezzi, gli “oggetti relazionali” così definiti dalla Clark, creano la base dell’interazione. Una rete elastica, ad esempio, che qui Paola Anziché ricostruisce in modo certosino e aggancia ai bordi delle
vasche della Fondazione. In questo spazio che ognuno può riconoscere come il proprio, alcuni ragazzi danno vita ad una performance in cui il movimento di ciascuno determinerà equilibri ogni volta diversi.
Creare una relazione attraverso un percorso che pone delle condizioni oggettive, la difficoltà di muoversi se non modificando l’ambiente che ci contiene, l’obbligo della interazione tra soggetti umani che operano a diverso titolo in uno spazio delimitato dalla relazione stessa.

L’artista titola la performance “Aggrovigliamenti”, una definizione o una possibile conseguenza del confronto tra diversi non sempre frutto di una richiesta o di un desiderio. Lo spazio intorno diventa stretto e faticoso e non certo per il numero crescente di persone, ma semmai perché viene occupato sempre più dalla non relazione tra esse. Il vuoto dell’incomunicabilità è incredibilmente ingombrante, ansiogeno e ciò che fa ripartire il meccanismo della comunicazione è l’esplicitazione del bisogno di essa, anche attraverso la rappresentazione. Definire lo spazio vitale proprio e riconoscere quello altrui è un esercizio che trova il massimo della naturalezza nella pratica quotidiana del gioco dei bambini, un istinto primario che, come
molti altri, si perde per poi doverlo riconquistare. Un giro virtuoso fatto di tentativi; di immobilismi o di gesti frenetici, di parole urlate, o di silenzi non giustificati dalla necessità della riflessione o dal semplice ascoltarsi. Si verifica ciò che il comportamento umano è in grado di determinare nel confronto con gli altri e con lo spazio intorno; tutto si muove e cambia, sotto, attraverso, sopra di noi, per ritornare al punto di partenza e ricominciare. La rete che Paola Anziché pone come tetto delle vasche, solo a un metro dal pavimento, cambia la morfologia dello spazio, cambia lo spirito di chi passandoci sotto crea piani diversi in superficie a seconda del movimento che imprime, cambia il punto di vista di chi assiste con la propria emozione alla rappresentazione di un gioco vecchio come il mondo seppure altrettanto difficile.

Maria Centonze